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lezione preliminare. lix

torizzare sempre meglio in anche la possibilità dell’accennata derivazione1.

E poiché siamo su tali pronomi non mancherò di far osservare due cose. La prima che altrui, e poi autrui, non era nell’antico linguaggio di oil altro che regime indiretto del soggetto altres, giacché derivatosi dal latino alterius per mezzo di quella facile metatesi che, da alter facendo altre, da alterius faceva altreius ed altruius, non poteva avere significazione diversa dalla genitiva. Di più, essendo ristretto così a questo solo servigio, non abbisognava di segnacaso o di articolo, poiché la speciale sua desinenza non lo lasciava confondere cogli altri casi. E da ciò pure si deriva che parimente presso noi non ne abbisogni, dicendosi: le cose altrui, la donna altrui, per dire: le cose o la donna d’altri; e che poi, come già vedemmo di mio, tuo, suo, loro, passasse spontaneamente a divenire, sulla forma stessa genitiva del pronome discretivo alter, un vero aggettivo possessivo di persona indeterminata, cosicché l’altrui fu lo stesso che lo d’altri, ossia quello d’altri2. La seconda che da alius essa lingua d’oil, cui erano prediletti gli scorti nella pronuncia, fece pure in antico al ed el nel puntuale significato di altro; dalla quale semplice forma radicale ne vennero similmente fra

  1. Non ommetto però di avvertire come la voce an-co venga originata per altri da ἄν e da hoc quasi che, riferendosi a quantità, misura occ. valga quanto ad hoc, e riferendosi a tempo quanto ad huc. Unquanco sarebbe adhuc unquam, ed ancora, ad hanc horam.
  2. Ed ecco, in questa frase italiana l’altrui, chiaramente l’articolo venire dal pronome di cui conserva il valore stesso.