Pagina:De Joinville, Galvani - La sesta crociata - 1872.djvu/56

lvi lezione preliminare.
Singolare e Plurale
Soggetto. . . . chi e che
Regime indiretto . . donde, o di cui o che, a cui o che, da cui o che
Regime indiretto. . . cui o che

E non è anche da preterire come questo donde, prediligendo forse per la preposizione anteposta, il caso genitivo, venisse spesso a farsi, nelle lingue neolatine, istrumentale, o ciò che altrimenti direbbesi causativo: di che poi ne uscirono tanti usi tenuti per eleganti presso noi, ai quali non è più chiaro il valore pronominale di questo avverbio, ma che erano però naturalissimi in quel tempo in cui si trovavano volgari tutte le sue nozioni, e nei quali può essere tradotto in di che o di cui più comunemente.

Era pure nell’antico francese una voce, la quale prima fu alkes od alques, e valse (secondo opina Mr. Fallot, che io seguito più da presso) qualche cosa, poi significò qualche poco di cosa, alcun che, da ultimo variamente od un poco, od assai. Per origine una tal voce fu un pronome indeterminato, dappoi si impiegò avverbialmente applicandola per lo più all’aggiuntivo, al modo che diciamo: assai largo, molto bene, ben vasto. Sembrò dunque al ripetuto ch. Fallot che questo alkes si derivasse da aliquid; e però se , applicato a quantità od a misura di cose, valse quanto si è detto, applicato a tempo significò qualche tempo antecedente o susseguente secondo poi portava il discorso. Per quella