Apri il menu principale

Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/157

154 ricordi di parigi.


nuova al tatto, che fa rimanere perplessi. La sua figura, velata, s’innalza, s’abbassa, s’avvicina, s’al­lontana, e non presenta mai per tanto tempo i contorni fermi e precisi, da poterseli fissare im­mutabilmente nel pensiero. E così v’affaticate per anni intorno alle sue opere senza riuscir mai a formarvene un giudizio che non abbiate di tratto in tratto a mutare. Esse offrono mille parti scoperte alla critica d’un fanciullo, e presentano mille aspetti irresistibili all’ammirazione dell’uomo. C’è poco da obbiettare a chi le lacera senza remissione, non si sa che cosa opporre a chi n’è entusiasta appassionato. Distruggetele col ragionamento: esse si rialzano da sé, a poco a poco, nella vostra mente, più maestose e più salde. Disponetevi invece ad adorarle ciecamente, e sarete ogni momento co­stretti a soffocare mille voci di protesta che usci­ranno dal vostro cuore e dalla vostra ragione. Una sola cosa è fuor di dubbio, ed è che non si può rifiutare a quest’uomo il titolo augusto e so­lenne di Genio. Il più ostinato avversario suo