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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/143

140 ricordi di parigi.


come un volgare malfattore, tutto d’un pezzo, liricamente. Pochi i personaggi d’ossa e di carne, che abbiano la nostra statura e la nostra voce. E così la sua cattedrale di Nôtre Dame, conver­tita da lui in un monumento enorme e formidabile come una montagna delle Alpi. Tutte le sue creazioni sono, com’egli dice delle onde di un oceano in tempesta, melangées de montagne et de songe. Solo nel primo momento della conce­zione è osservatore tranquillo e fedele; poi la sua natura invincibilmente lirica irrompe, ed egli afferra colla mano poderosa la sua creatura, e la trasporta al di sopra della terra. Dalla prima al­l’ultima pagina è sempre presente, despota or­goglioso e violento, e ci fa della lettura una lotta. Ci caccia innanzi a spintoni, ci solleva, ci stramazza, ci rialza, ci scrolla, ci umilia, ci tra­volge nella sua fuga precipitosa, senza dar segno d’avvedersi che noi esistiamo. Balziamo rapidissima­mente fra i più opposti sentimenti che può su­scitar la lettura, dalla noia irritata all’entusiasmo