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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/60

52 introduzione

si presentò a’ suoi nemici perchè assurda. Dopo la sua morte non se ne trova traccia, né la s’incontra in alcun autore contemporaneo, ned insinuossi in veruna storia spagnuola; e sì che spettava alla Spagna, anzichè all’Italia, di conoscere lo stato civile di Cristoforo Colombo; in Italia, durante tre secoli, non è fatta parola di simile imputazione. Non solamente gli storici non accusano Colombo di unione illecita, ma parlano formalmente del suo matrimonio; i più gravi tra loro, segnatamente il Tiraboschi, dicono che aveva sposato in seconde nozze Beatrice Enriquez.

Nessun impedimento si opponeva alla loro unione. Quella che Humboldt godesi qualificare «una bella dama di Cordova» era una fanciulla libera da ogni precedente impegno. La gran povertà e la condizione ignobile di Beatrice Enriquez, che Spotorno nota come per additare ostacoli, sono errori materiali.

La mancanza di ricchezze non avrebbe fatto indietreggiare Colombo; avvegnachè, chi era egli stesso, a que’ giorni, in Ispagna? un geografo straniero, vedovo, con un figlio maschio, senza protezione, che copiava libri e faceva carte geografiche per buscarsi il pane. Se nel suo primo matrimonio in Portogallo aveva trovato nella moglie bellezza, natali e virtù, non aveavi sicuramente raccolto ricchezze. Spotorno trae dal testamento di Colombo la prova che Beatrice era povera, perchè raccomandava al suo erede di pagarle una pensione. Intrinsecamente questa prova non ha valore alcuno: noi troviamo, per lo contrario, la negazione della povertà di Beatrice in una circostanza relativa, appunto, a questa disposizione testamentaria. Nei primi anni Beatrice Enriquez riscosse dall’erede di Colombo l’annua pensione di diecimila maravedis mentre dimorava a Cordova: indi i pagamenti furono irregolari, ed essa non ne mosse querele: quando l’erede cessò per diversi anni consecutivi di pagarle quella pensione, non se ne dolse neppure allora; e nemmeno diessi pensiero di ricordargli il suo dovere. Questa poca premura a chiedere la pensione non pagatale, e la nobiltà di un tale silenzio, ci sembrano confutare perentoriamente l’accusa di povertà.

La bassezza de’ natali non poteva impedire questo matrimonio, dacchè, per confessione di tutti gli storici, Beatrice En-