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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/202

182 libro quarto

vanli per non vederlo1: l’aria pareva incendiata; le scosse che la violenza delle onde imprimeva alle navi le facevano gemere: ad ogni istante parea che si dovessero aprire ad essere inghiottite dall’abisso. ll color sanguigno delle nubi si rifletteva nelle tinte rossiccie «di quel mare che somigliava sangue, e bolliva come pentola sopra un gran fuoco. Unqua il cielo non avea presentato aspetto così spaventevole: arse un giorno e una notte continui come fornace2: per ventiquattr’ore respirammo fuoco.» Lampi globulari, la cui accensione durava varii secondi, si succedevano senza interruzione: e tale era il loro bagliore che ad ogni momento, nonostante la sua oppressione, l’Ammiraglio si sollevava sopra il suo letto per vedere se gli alberi e le vele non erano stati portati via.

E nondimeno in ciò non consisteva tutto il pericolo.

L’elettrico ammassato negli alti strati dell’atmosfera si scaricava ad ogni momento: il fuoco del cielo cadeva intorno alle caravelle, che, separate e nascoste dai mobili vortici del mare, avevano cessato di vedersi. A quegli scoppii così vicini, ogni nave credeva reciprocamente che l’altra scaricasse tutta la sua artiglieria per chiedere soccorso nel punto d’andare inghiottita3. Questa incandescenza durò la notte intera. Il fosforeggiare delle onde e le faville che si levavano dal mare conservavano uno splendor debole che impallidiva ad ogni istante alla luce dei lampi.

In mezzo a tutti questi disordini della natura, la pioggia cadeva in larghe gocce, e con iscrosci impetuosi. La pioggia finì col vincerla: spense le folgori, precipitò a torrenti le sue masse condensate: cadde senza interruzione e sì fitta che pareva la si versasse dall’alto a piene cataratte4: e continuò così per

  1. Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. xciv.
  2. “Alli me detenia en la mar fecha sangre, herbiendo como caldera por gran fuego. El cielo jamas fue visto tan espantoso. Un dia con la noche ardió come forno.” — Cuarto y ultimo viage de Colon.
  3. Charlevoix, Storia di San Domingo, I. IV, p. 241 in-4.
  4. Herrera, Storia generale dei viaggi e conquiste dei Castigliani nelle Indie occidentali, Decade 1, lib. V, cap. ix.