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DELL'INGEGNERE MILANI 355

o perchè ha trovato un numero bastevole d ingegneri abili di me, — o perchè egli credesse (io no‘l credo) che gl’ingegneri, i quali hanno subiti i loro esami di pratica in Milano, non avrebbero voluto lavorare di buona voglia con un altro, che gli ha invece subiti alla Scuola reale di ponti e strade di Parigi — che dica queste e simili ragioni, e nessuno potrà rispondergli. Ma quando asserisce, che per gl’impiegati tutti della strada di Venezia è necessaria l’abilitazione, asserisce una cosa, che, secondo me, non è vera. Se l’azienda dovrà andar bene, vi saranno degl’ingegneri che si occuperanno unicamente della costruzione della strada, e che non si occuperanno nè punto nè poco d’amministrazione; e quest’ingegneri non avranno bisogno del loro diploma. Anzi questa divisione, fra la parte amministrativa e la parte tecnica delle incumbenze affidate al sig. Milani, sarebbe stata ordinata dalla Direzione stessa, se questa avesse esperienza delle cose che la riguardano. Del resto non v’incresca avermi proposto. Le strade ferrate sono cosa si nuova per noi, — gl’ingegneri che si sono fra noi occupati di grandi costruzioni, così rari, la mancanza d’operai speciali per le strade ferrate così assoluta, — il contatto degl’ingegneri della strada di Venezia cogli stranieri così necessario, — la grandiosità dell’opera così spaventevole, — che, credetelo alla mia poca esperienza, non potete esser riprovevole, se avete proposto una persona che fu impiegata all’estero; e se, per tentare la possibilità, forse lontana, di trovare in me un uomo speciale per le strade ferrate, avete insistito perchè fosse assunto fra gl’impiegati della Strada Ferdinandéa un povero diavolo, che aveva la grave disgrazia di possedere certificati scritti in francese e non in italiano. Conchiudo col ripetervi che se l’interessamento, che avete mai sempre preso per me, vi fu causa di dispiaceri, io ne ho vera pena, e vi porto maggior riconoscenza. — Fate di questa mia all’occorrenza l’uso che più v’aggrada. Ho scritto ad alcuni amici per propor loro … il quale ha terminato la strada di … È mia ferma opinione che la pratica d’un ingegnere non si deve fare su d’una strada di 150 miglia.”

Che la questione della firma fosse nel sig. Milani un