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no. E scrutò sotto le persiane, per scorgervi qualche viso che guardasse nella strada: soltanto piante di geranii polverosi.

Apertogli l'uscio proprio da Ghìsola, che però non lo fece entrare, egli subito si dolse che non fosse già andata a Radda; ed ella rispose che aspettava lui e voleva prima esser sicura che i suoi genitori l'avebbero volentieri ripresa in casa.

Gli era inesplicabile la sensazione di trovarsi con lei già da tanto tempo.

— E perchè no? Sono cattivi con te?

— Io non ci sto volentieri.

Gli fece caso che rispondesse proprio a quel modo e non altrimenti. L'accarezzò, pregandola:

— Tu non mi devi rispondere di no; devi aspettare a casa tua. Mi farai piacere.

Poi pensò: «Perchè le domando di fare così?».

— Se tu vuoi....

Visto ch'ella era per ubbidire, chiese:

— Vieni a Siena con me, allora.

Ella sorrise e gli fece cenno di tacere. Era convinto che dovesse provare una gran dolcezza ad ubbidirgli; ma Ghìsola, che aveva voglia di scherzare più che d'altro, gli chiese: — Ti piaccio meno?

— Perchè dovresti piacermi meno?

E le accarezzò tutta la faccia: ella si discosto e gli guardò la punta delle dita.

F. Tozzi. Con gli occhi chiusi. 13