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luce pallida e tepida, un avanzo del meriggio; simile alla luce d'una lanterna, che illumini soltanto là dentro; mentre le persone, che attraversano quello spazio, sembrano lontane nel tempo, con un silenzio indefinibile.

«Quando ci sarà anche Ghìsola, le dirò quel che provo.»

Tutte le mattine si svegliava con un sospiro. E come si ricordava bene dei sogni!

Ma senza Ghìsola non poteva vivere; e, verso la metà d'agosto, decise d'andare a prenderla, perchè tornasse a Radda ad aspettare il loro matrimonio; un anno forse, un anno e mezzo al più. Perchè non avrebbe avuto il consenso? Intanto, facendola stare a Radda, si sentiva più sicuro di lei.

Da Rebecca si fece prestare il denaro per il viaggio.

Ma a Firenze, in quelle poche ore, gli pareva d'essere sempre a Siena, in cima alla via di Camporegio, dove era andato tutti i giorni quando faceva la scuola tecnica. È breve la distanza tra la mole rude e rossiccia di San Domenico e le case che s'arrampicano alla rinfusa, un'altra volta, in ogni direzione attorno al Duomo, fermandovisi sotto a pena che lo toccano; ma, a guardare di lì la profondità vuota di Fontebranda, ci si sente mozzare il respiro.

L'Ospedale, alto su le mura, rosso san-