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La ricerca dell’oscurità 103

Non ho nè padre, nè madre, nè sorella, nè fratello.

I tuoi amici?

Voi vi servite d’una parola il senso della quale m’è rimasto ignoto sino a oggi.

La tua patria?

Ignoro sotto che latitudine si trovi.

La bellezza?

L’amerei volentieri, dea e immortale.

L’oro?

Lo detesto, come voi detestate Dio.

Che cos’ami allora, singolarissimo straniero?

Amo le nubi.... le nubi che passano.... laggiù... le nubi meravigliose!

La composizione intitolata La Soupe et les Nuages, secondo ogni apparenza fu fatta per dimostrare che il poeta sa restare incomprensibile persino alla donna amata. Eccola:

La mia cara pazzerella mi dava da desinare, e, attraverso la finestra spalancata della sala da pranzo, io contemplavo le mobili architetture che Dio fabbrica coi vapori, le costruzioni meravigliose dell’impalpabile. E dicevo a me stesso durante la mia contemplazione: „Tutte queste fantasmagorie sono belle quasi come gli occhi della mia bella dama, la pazzerella mostruosa dagli occhi verdi.„

A un tratto ricevetti un forte pugno nella schiena e udii una voce roca e graziosa, una voce isterica e come velata per l’acquavite, la voce della mia cara piccola adorata, che mi diceva: “Volete o non volete mangiare la minestra, sudic... d’un mercante di nuvoli?„