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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/55



la canzone della granata 39


Nell’angolo il giorno tu resti,
   pensosa del canto del gallo;
se al bimbo tu già non ti presti,
   che viene, e ti vuole cavallo.

Riporti, con lui che ti frena,
   le paglie ch’hai tolte, e ben più;
e gioia or n’ha esso; ma pena
     poi tu.

V


Sei l’umile ancella; ma reggi
   la casa: tu sgridi a buon’ora,
mentre impazïente passeggi,
   gl’ignavi che dormono ancora.

E quando tu muovi dal canto,
   la rondine è ancora nel nido;
e quando comincia il suo canto,
   già ode per casa il tuo strido.

E l’alba il suo cielo rischiara,
   ma prima lo spruzza e imperlina,
così come tu la tua cara
     casina.

VI


Sei l’ umile ancella, ma regni
   su l’umile casa pulita.
Minacci, rimproveri; insegni
   ch’è bella, se pura, la vita.