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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/229



tra san mauro e savignano 213


Se fanno il male, li difendo io, sorto
su loro. Uomini, me me non punite,
se chi m’uccise, infuria su me morto!


Se poi si sono stretti, umili e proni,
al lor destino, e nella terra amara
per bontà loro vollero esser buoni;

oh! benedetti! E il tristo ieri adorni
oggi di fiori semplici la cara
miserïola dei lor miti giorni.


Ma se alcuno di loro, dallo stento
della sua giovinezza, a poco a poco
avesse alzato, oh! non la fronte e il mento,

ma il cuore! il cuore! se dalla sua creta
insanguinata avesse tratto il fuoco!
se fosse, quel mendico, ora un poeta!


fosse un consolatore, egli cui niuno
consolò! fosse, il derelitto, un forte!
un grande fosse l’orfano digiuno!

Io sogno! Io sogno, o muto autor del male!
ma se di quelli che dannasti a morte
col padre loro, fosse, uno, immortale!


Oh! se qui, con soavi inni, a’ suoi morti
ch’egli amò tanto, il popolo suo mai,
in un giorno d’amor, non lo riporti;