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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/145



la fonte di castelvecchio 129


e per le selve ancora si tracoglie,
o fate appietto? ed il metato fuma,
o già picchiate? aspettano le foglie
molli la bruma,

o le crinelle empite ne’ frondai
in cui dall’Alpe è scesa qualche breve
frasca di faggio? od è già l’Alpe ormai
bianca di neve?

Più nulla io vedo, io che vedea non molto
quando chiamavo, con il mio rumore
fresco, il fanciullo che cogliea nel folto
macole e more.

Col nepotino a me venìa la bianca
vecchia, la Matta; e tuttavia la vedo
andare come vaccherella stanca
va col suo redo.

Nella deserta chiesa che rovina,
vive la bianca Matta dei Beghelli
più? desta lei la sveglia mattutina
più, de’ fringuelli?

Essa veniva al garrulo mio rivo
sempre garrendo dentro sè, la vecchia;
e io, garrendo ancora più, l’empivo
sempre la secchia.