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94 addio a giuseppe verdi


Ben le musiche tue (rompano in onda
     Da le notturne orchestre, o sospirose
     Volino per l’aperto aêre, o lungo115
     Le profumate sale errin tra i fiori,)
     Volgono in fondo un non so che di ardente
     Che fra il dolor balena e la speranza,
     Un non so che d’infermo e d’inquïeto,
     Che lontano lontan vaga, nè tanto120
     Lunge va l’alma, che non sia più vasto
     Di tua nota il confine! Altre melodi
     Seguiranno a le tue, però che tutto
     Cangia quaggiuso, e noi polvere siamo
     Al di qua de le nubi: eppur d’amore125
     Proseguito verrai lungo, profondo!
     Oh non invan cotanto
     Sparger ne festi d’ineffabil pianto!

Addio! Come una foglia arida, inserta
     Fra le ghirlande de la festa, oh venga130
     Questo pallido addio fra le brillanti
     Gemme che l’Arte e l’Amistà fra noi
     Gareggiando ti offrir! Fin che su l’onde
     Potrò vederti, indugerò sul lido;
     E allor che fra i lontani ultimi flutti135
     Agl’intenti occhi miei sarai mancato,
     Ai miei silenzi tornerò, cantando
     Meco nel pensier mio
     Colle tue note sconsolate «Addio!»

Napoli, Aprile 1858.