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— 70 ― Cap. VII

mente sarà coperto di neve. Vi si può discendere a zig-zag, ma con precauzione giacchè non v’è sentiero, e la discesa è molto ripida.

Per uscire dalla conca si gira lungo la ripa di faccia alla discesa, e si trova subito il sentiero, che volge a sinistra, passa vicino ad una miniera abbandonata e si incontra con quello che scende dal vero Scagnèl, cioè il secondo.

Il secondo valico è quello del vero Scagnèl. Siccome per arrivare al primo si è dovuto passare davanti a questo così non resta altro a dire, che, appena fatto il Passo, si trova al di là un sentiero, che volge prima a destra, e poi, con giravolte scende fra le roccie ad incontrare quello che viene dal laghetto di Polzone. Questo sentiero poi continua verso mattina ed è raggiunto anch’esso più avanti da quello che scende dalla Cima Verde.

Il terzo valico è quello della Cima Verde; esso passa a sinistra del cono erboso e, girandolo da sinistra a destra, trova subito di là le baracche dei minatori.

La miniera fu messa in esercizio l’anno 1894.

Raggiunta la miniera, si trova anche il sentiero che scende e si incontra con quello che viene dallo Scagnèl, seguendo il quale si può in una oretta buona arrivare alla baita bassa di Polzone (m. 1600), che si distingue in distanza. Il sentiero segue sempre da sera a mattina il piede delle roccie del Ferrand.

Dalla baita bassa di Polzone si deve scendere a Teveno. Il sentiero è di faccia alla baita, nella valletta che guarda a mattina; esso scende per una ventina di passi, poi si perde. Allora bisogna prendere il bel mezzo della valletta, e fatta un’altra ventina di passi si trova subito a destra un sentiero, che scendendo nel boschetto, sempre alla destra della valle, mena fino ai prati, attraversa poi la valletta, passa a sinistra di questa sempre nei prati, ed arriva ad un ponticello, dopo il quale si sale a Teveno (m. 1118).

Da Teveno a Vilminore (v. più avanti da Bondione), strada, abbastanza buona. Si va a Bueggio (m. 1042) a da Bueggio a Vilminore (m. 1018, 1 ora; v. cap. VIII-1).

La strada passa poi per Ardesio (593 m.), in bella posizione e molto consigliabile soggiorno estivo. È un grosso villaggio già noto nel XI sec. per le sue miniere d’argento ed ora per cave di bei marmi.

8 km. Ponte di Briolta, passato il quale si segue la Vallata.

A questo ponte sbocca da O. la Val Canale, bagnata dall’Acqualina, e risalendo la quale si va:

a Roncobello, Laghi Gemelli, Branzi in Valle Brembana (v. cap. II-

ad Oltre il Colle e Serina in Valle Serina (v. cap. III-

Arrivati al Ponte Nuovo e ritornati alla sponda destra del Serio, si giunge in poco tempo a

11 km. Gromo (676 m.; 820 ab), in pittoresca posizione sopra un poggio. Possiede le mine di un antico castello.

Gromo va diventando una frequentata stazione estiva grazie anche alla sua posizione che la rende buon centro di escursioni.

ai Laghi Gemelli, Branzi, e Roncobello in Valle Brembana per il passo d’Aviasco (v. cap. II-

ad Oltre il Colle e Serina in Valle Brembana (v. cap. III-