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ti dare punto briga di parola che tu dia, né di promessa che tu sottoscriva. Nessuno è chiamato spergiuro, traditore, omicida, quando la gli va netta; e purché tu ti renda possente, o di riffe o di raffe che tu il faccia, ogni tuo atto sará approvato, sará laudato, sará santificato da ogni parte.

Il Principe non meno che i Discorsi del nostro Niccolò sono pieni stivati di questi be’ precetti ; e per darne il pegno in mano della bontá loro, e’ volle esemplificarli narrando le felicitá di Castruccio, il quale, perché ben provvisto d’essi, di povero bastardo ch’egli era, venne ad essere signore di Lucca; e sarebbelo stato di tutto lo Stato fiorentino, se da una scarmana inopinata non fosse stato còlto la vigilia della festa.

Chi dicesse che tali precetti sono li antipodi di que’ di Dio, farebbe come chi dicesse che il sole allumina, che l’acqua bagna, che il fuoco arde, o altra tale astrusa veritá. Considerando però l’umanitá nostra senza occhiali, vale a dire come cosa che non ha se non pochi anni di durata, perché ci daremo noi l’incomodo d’essere malvagi, e d’esserlo a tant’alto segno? e tanto piú che, non cogliendo nelli scopi propostici, n’avremo le beffe oltre al danno?

Siamo nuUadimeno malvagi e facciamo tutto quello che Niccolò ne ha esortati a fare: ma crediamo noi che, operando gfiusta le sue norme, la ci riuscirá netta? A me pare di no, perché chi fa male insegna altrui a far male; chi manca di parola non può aver fede in parola che gli si dia; chi mente, chi tradisce, chi ruba, chi ammazza conferisce ad altrui il diritto di mentire, di tradire, di rubare, d’ammazzare. Che bel paese sarebbe quello in cui ogni tal precetto di Niccolò fosse adottato da ogni uomo ! come pieno di feste, d’allegrie e d’ogni cosa conducente ad alleviare la noia di questa vita! che pace, che tranquillitá non vi si godrebbe dal di della Circoncisione giú fino a quello di san Salvestro, e come vi si dormirebbono tutte le notti a gambe tese! Niccolò tuttavia poteva risparmiarsi la fatica d’insegnare e di esemplificare que’ suoi precetti, poiché all’uomo che si risolve d’essere un furfante non occorrono tanti insegnamenti: non ci volendo alcun miracoloso sforzo di

G. Bari.tti, Prefazioni e polemiche. li