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duro a creder tanta follia di Niceno. Bindoccia, che il suo di- segno vedeva colorito ed incarnato, disse: — Poi che a tutti voi cosi piace, io ne resto contenta. — E cosi essendo tutti accordati, il rimanente de la notte restarono di brigata in quella casa a dormire. Venuto il giorno, fece Angravalle chiamar un notaio e fece far l’accrescimento de la dote, con scrittura au- tentica, dei sei mila ducati a la moglie, e in tutto spogliatosi la gelosia quando era tempo di vestirsela, a quella libero campo lasciò di far tutto quello che piú a grado l’era. Ella poi, servi- dori per il marito, e per sé di quelle donne in casa condusse, che piú le parvero a proposito. Niceno di questi avvenimenti con Angravalle non mostrò saperne cosa alcuna giá mai. E praticando in casa come prima faceva, non fu di bisogno che Bindoccia gli mettesse la camicia de la mutola, né che a se stessa facesse venir il flusso del ventre per trovarsi insieme, perché ogni volta che volevano avevano agio e modo di star in compagnia e darsi il meglior tempo del mondo. Insomma, io conchiudo che di rado avvenga che, quando una femina de- libera far alcuna cosa, che l’effetto non segua secondo il disse- gno de la donna. Medesimamente ogni marito deve fuggir piú che il morbo di dar occasione a la moglie di far male.