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mischia, tolse il bastone del letto, e tra quelli animosamente mettendosi, o in fallo o come si fosse, appiccò due noci su’l capo al marito, e tanto fece che si rappacificarono. Domandò poi Angravalle perdono d’esser troppo credulo al ribaldone del fante. In questo la donna si gettò ai piedi del padre e dei fra- telli, caldamente pregandoli che con loro a casa ne la menas- sero.— Non mi lasciate, — diceva ella, — ne le mani a costui, se vi è cara la vita mia; egli, come vedete, d’ogni cosa ha so- spetto, e temo che un di per gelosia non mi uccida. Poi, io non voglio quello sciagurato fante in casa, e de la mutola non so a che servirmi. E se io non faccio la cucina non ci sará chi ne faccia il mangiare, se non vogliamo ogni di mandar a la loggia dei Genovesi per vivere. — Il padre alora, volendo la figliuola seco menare, comandò ai ,suoi servidori che le cose di lei si prendessero. Angravalle questo sentendo si gettò ai piedi de la moglie, e piangendo la supplicò che tanto scorno non gli volesse fare. Ella stava dura, e quanto piú egli pregava, tanto piú ella si mostrava ritrosa. A la fine egli in presenza di tutti le accrebbe a la dote sei mila ducati d’oro, prometten- dole che tutta quella famiglia in casa terrebbe che a lei piacesse, e che mai piú di lei non prenderebbe gelosia. La donna essor- tata dai suoi disse che restarebbe seco. — Io resterò, poi che cosi al signor mio padre e fratelli piace. Ma vedi, marito, io non vo’che Niceno piú pratichi in casa. Tu hai preso di lui tanta gelosia oltre ogni convenevolezza, che ogni volta ch’io favel- lassi seco tu montaresti su’l cavallo de le pazzie. — Questo — disse alora il padre — non starebbe, o figliuola mia, bene, e non mi pare che si faccia, con ciò sia cosa che tutta la cittá di Napoli sa la stretta domestichezza che è tra Niceno e tuo marito. Se egli seco piú non praticasse, si darebbe materia di pensar che per tuo rispetto si facesse. Egli mi par discreto e buon giovine, e che molto ama tuo marito. Si che non mi piace che a modo alcuno se li dia licenza, anzi che come prima si lasci andar e venire a sua posta, e niente di questo caso occorso se gli manifesti. — Angravalle lodò sommamente il conseglio prudentissimo del suocero, affermando che sempre egli era stato