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figliuoli del conte Matteo Attendulo e de la signora Agnese da Correggio, signori di Sant’Angelo, disputò buona pezza sovra questa materia, dichiarando con gran piacer degli ascoltanti tutte quelle parti che in una giovane da maritare si deveno di- ligentemente ricercare, conchiudendo con vive ragioni che l’ul- tima de’esser la dote. Essendosi venuto su’l particolar de la signora Bianca Maria, io, perché alora che la sua fine occorse era in Romagna, il pregai che per mia sodisfazione volesse nar- rarmi l’istoria degli amori infelicissimi e morte di quella. Il che egli, che sempre è prontissimo a l’ubidir in tutto quel che può agli amici, puntalmente al mio giudicio mi recitò. Onde aven- dola scritta per metterla con l’altre mie novelle, a ciò che con loro poi po,ssa a qualche tempo esser letta, le ho voluto preporre il nome vostro e a voi donarla. E cosi questa, madonna mia illustrissima, vi mando, supplicandovi umilissimamente a non sdegnarvi se in cosa di cosi picciol momento del valoroso e vertuoso nome vostro mi prevaglio. Il nostro gentilissimo mes- ser Mario potrá talor, quando non vi rincrescerá, questa leggervi. Nostro Signor Dio vi conservi. NOVELLA IV La contessa di Cellant fa ammazzare il conte di Masino e a lei è mózzo il capo. Voi, signori miei, devete sapere che questa signora Bianca Maria de la quale s’è parlato — dico signora per rispetto ai dui mariti che ha avuti — fu di basso sangue e di legnaggio non molto stimato, il cui padre fu Giacomo Scappardone, uomo ple- beo in Casal di Monferrato. Questo Giacomo, tutto quello che aveva ridotto in danari, si diede a prestar ad usura publica- mente con si larghi interessi, che avendo da giovine comin- ciato a far questo mestieri, ci divenne tanto ricco che comperò possessioni assai, e tuttavia prestando e poco spendendo acqui- stò grandissima facultá. Ebbe per moglie una giovane greca, venuta di Grecia con la madre del marchese Guglielmo, che