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Del che ne restava molto di mala voglia. Fatto poi cavar il corpo e messo in publico e promesso gran premio a chi conosciuto l’avesse, fu esso cadavere da molti considerato; ma nessuno al vero s’appose giá mai. Fece alora il re, molto lontano dal ricco edificio in un praticello vicino a la strada publica alzare un paio di forche e sovra per i piedi appiccarvi il cadavere, e vi pose sei uomini a la guardia, strettissimamente a quegli comandando che con buona custodia di giorno e di notte l’impiccato guardassero ; minacciando loro che se quel corpo gli era involato, che egli tutti li farebbe senza pietá porre in croce. Gli impose ancora che mettessero mente a chi per la strada passava andando o venendo, e se alcuno veduto il corpo piangeva, sospirava, ,si condoleva o mostrava in altro modo aver de l’impiccato compassione, che subito il pigliassero e a lui fosse incontinente condotto. La madre del ladro, che senza ricever consolazione aveva pianto la morte del figliuolo, intendendo quello cosi ignominiosamente esser per i piedi come traditore a le forche attaccato, non sapendo questa percossa di fortuna avversa con pazienza e prudenza sofferire, chiamato l’altro figliuolo, tutta turbata e sovrapresa da la passione in questa guisa disse: — Tu hai ammazzato tuo fra- tello, mio figliuolo, ed a quello come a rubello e mortai tuo nemico mózzo il capo, e a me hai fatto vedere che per salvezza de la vita tua era necessario che tu cosi facessi, adducendomi una certa favola d’un inestricabil laccio ove egli era incappato. Io non so come la cosa sia passata e che tra voi fatto vi abbiate. Chi sa che tu per restar solo possessore de l’oro rubato non l’abbia miseramente ucciso, e a me poi mostri il bianco per il nero? Ora che il re il corpo di quello cosi vituperosamente ha fatto appiccare, io vo’e ti comando che fra dui o tre di a la piú lunga tu me lo rechi di notte a casa, perché io intendo dargli sepoltura. Ed a questo non mancare in modo alcuno. 10 conosco in vero che di doglia morirei se troppo lungamente quel corpo su le forche dimorasse, si che provedi che io l’abbia, altrimenti tien per certo che io i furti tuoi al re discoprirò.— 11 giovine, che sapeva quel corpo con solennissima custodia