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3io PARTE PRIMA Il perché, fatto con diligenza metter in ordine tutta la corte e fatti invitar tutti i gentiluomini e le gentildonne di Messina, ordinò alora il re che tutti i piú onorati baroni di corte con infinita compagnia d’altri cavalieri e gentiluomini sotto la cura e go- verno de l’infante don Giacomo Dongiavo, che era il suo pri- mogenito, andassero fuor di Messina ad incontrar le due sorelle spose. Onde, essendo il tutto alora con bellissimo ordine esse- quito, cavalcarono fuor de la cittá e non andarono un miglio che incontrarono le due spose, che con i mariti loro ed altre assai persone verso Messina allegramente venivano. Come fu- rono appresso, l’infante don Giacomo fece rimontar i cavalieri ch’erano a farli riverenza smontati, e seco e con le belle so- relle per nome del padre cortesemente del loro sponsalizio si rallegrò, ed egli fu da tutti con somma riverenza raccolto. L’ac- coglienze poi di tutti i cortegiani e degli altri de la compagnia che da Messina veniva ai dui sposi e a le spose furono non meno gentili che grate. E cosi i dui cavalieri e le mogli loro tutti onestamente ringraziarono, ma sovra tutto a l’infante don Giacomo resero quelle grazie che per loro si poterono le mag- giori. Di brigata poi s’inviarono verso la cittá favoleggiando e scherzando come in simili allegrezze si suole. Don Giacomo con piacevoli motti intertenne gran pezza ora la signora Feni- cia ed ora la signora Belfiore. Il re, a punto per punto avvi- sato, quando tempo gli parve montato a cavallo con la reina e con onorata compagnia d’uomini e di donne a l’entrare de la cittá riscontrò la bella schiera che arrivava. Ed essendo giá ciascuno smontato a far riverenza al re ed a la reina, furono tutti graziosamente ricevuti. Volse poi il re che tutti rimontas- sero ed egli si pose in mezzo di me&ser Lionato e del signor Timbreo. Madama la reina si pose a destra la bella Fenicia e a la sinestra Belfiore. L’infante don Giacomo si mise a paro il signor Girondo. Fecero il medesimo tutti gli altri gentiluomini e gentildonne venendo tutti di mano in mano con bellissimo ordine, e verso il reai palazzo, volendo cosi il re, tutti se n’an- darono. Quivi sontuosamente si desinò e dopo il mangiare, per comandamento del re, a la presenza di tutto il convito, il signor