Pagina:Bandello - Novelle, ed. riveduta, vol 1, 1928 - BEIC 1971550.djvu/165


-di Monferrato per li confini de le lor castella. Aveva il signor Scarampo ne le Langhe alcune belle castella, ed in Monferrato anco teneva una bellissima terra. Ora in quei di che Carlo Vili, re di Francia, passò in Italia e andò a pigliar il reame di Na- poli, litigava esso Scarampo a Casale innanzi al conseglio del marchese per mantenere le giurisdizioni del suo luogo che quello di Monferrato cercava d’occupargli. E veggendo che non gli era fatta quella ragione che gli pareva d’avere e che il suo avversario aveva piú favore, ,se ne lamentò due e tre volte a la marchesa ed al signor Costantino. Ma, non essendo udito, fortemente se ne sdegnò. Egli era molto piú ricco e potente che non era colui con il quale piativa, perciò che, come ho detto, e in Astesana ed altrove aveva molti bei luoghi. Onde si deliberò da se stesso farsi ragione, non considerando che, per il feudo che aveva in Monferrato, era soggetto e vassallo del marchese e che d’ogni insulto che facesse sarebbe da la giu- stizia punito. Io credo che considerasse solamente a l’etá del marchese che ancor era fanciullo, e non guardasse che’l signor Costantino, che era governator nuovo, cercava di farsi ubidire e d’es,ser temuto per acquistarsi autoritá. Congregata adunque moltitudine di gente dagli altri suoi luoghi, andò a l’improviso al castello del suo avversario, e quivi fatta ripresaglia, furono dai suoi molte cose rubate ed alcuni uomini morti. Come la cosa a Casale s’intese, fu al signor Scarampo a nome del mar- chese vietato che piú innanzi non andasse, e che facesse resti- tuire tutto ciò che stato era preso e che personalmente innanzi al conseglio marchionale comparisse. Egli, sprezzato il coman- damento del suo signore, non solamente non restituí ciò che i suoi avevano rubato, ma di nuovo con armata mano ritornato al luogo del suo contrario, fece peggio che prima, e non si curò di comparire. Il che .sentendo il signor Costantino, e pa- rendogli che il tutto fosse a vergogna del signor marchese e danno de la giurisdizione marchionale, e che di lui si teneva poco conto, di nuovo fece far un altro comandamento, che sotto pena de la privazione del feudo e di perderne la testa, egli fra termine di cinque giorni devesse personalmente presentarsi in