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IO PARTE PRIMA piú sará a grado. Dimane io ritornerò qui a voi subito dopo pranso, e piú agiatamente parlaremo insieme.-—Rimase la buona vedova contentissima, ed il cavaliere, avendo da lei e da la fanciulla preso congiedo, andò a fare altre sue faccende. Venuta poi la notte, pensando il cavaliere a le bellezze de la veduta giovane, e di quelle in modo acceso che una ora gli parea un anno di esserne possessore, deliberò senza mettervi piú tempo il di seguente celebrare le nozze. E ben che talora la ragione li mettesse innanzi che questa era cosa malissimo fatta e indegna d’onorato cavaliere come egli era istimato, s’era il misero amante da una breve vista di begli occhi de la fan- ciulla avvelenato, e tanto a dentro il liquido fuoco e sottile de l’amore, che ne la bella giovane posto avea, l’accendeva, ar- deva e consumava, che venuto il giorno, come ebbe desinato, andò a trovare la vedova, e quello istesso di celebrò le male esaminate nozze. Come queste intempestive e precipitate nozze furono per la cittá sapute, fu generalmente reputato che il Buon- delmonte si fosse da sciocco governato, e ciascuno di lui mor- morava. Ma sovra tutti e molto piú di tutti gli Amidei se ne sdegnarono fieramente, e con esso loro senza fine si adirarono gli Uberti a quelli per parentado congiunti. Convennero adun- que insieme con altri loro parenti ed amici, pieni di mal talento e di fellone animo contra messer Buondelmonte; e conchiusero che quella ingiuria e si manifesta onta non era a modo veruno da sopportare, e che cosi vituperosa macchia non si poteva se non con l’istesso sangue del nemico e dispregiator de l’affinitá loro lavare. Vi furono alcuni che, discorrendo i mali che ne potevano seguire, non volevano che tanto a furia fosse da cor- rere, ma da pensarvi piú maturamente. Era tra i congregati il Mosca Lamberti, uomo audacissimo e pronto di mano, il qual disse che chi pensava diversi partiti nessuno ne pigliava, e soggiunse quella Volgata sentenza : — Cosa fatta capo ha. — Insomma, si conchiuse che la compita vendetta non si poteva far senza sangue. E cosi fu commessa l’impresa d’ammazzar messer Buondelmonte al Mosca, a Stiatta Uberti, a Lambertuc- cio Amidei e ad Uderigo Fifanti, tutti di parentado nobilissimo,