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che egli si contentasse del regno che il padre lasciato gli aveva, e si desse a l’ozio? Tu dei saper, signor mio, che non ci è mai stato nessuno del sangue ottamannico, il quale abbia piú faticate l’arme cristiane di lui, né che da quelle piú di lui sia stato faticato. Primieramente si vendicò contra i greci, che molte de le loro cittá per forza prese, guastò le lor provincie, saccheggiò molte terre, spogliò le campagne, e la Romania in gran parte si fe’ tributaria. Espugnò Tessalonica, cittá nobilis- sima nei confini di Macedonia, che alora era sotto l’imperio dei veneziani, e passò oltra il Tomaro e Pindo con essercito grandissimo, e con vittoria perpetua debellò i focensi, sog- giogò la provincia Attica, la Beozia, la Etolia, l’Acarnania, e tutte le genti che sono di qua da la Morea infino al seno co- rinziaco al suo imperio sottomise. Giovanni Castrioto, al quale tutto il nome epirotico ubidiva, per tema di non perder lo stato, diede ne le mani di tuo padre tre figliuoli e Croia cittá, con molti altri nobili ostaggi. Che ti dirò de la battaglia che egli ebbe contra Sigismondo imperadore e Filippo duca di Bergogna, ove era il fiore de la fortezza dei cristiani ? Ruppe l’imperadore e prese prigione il Borgognone e quello in Adria- nopoli condusse, ove con gran peso d’oro comperò Filippo la sua libertá. Né dopo molto mandò tuo padre un essercito di centomila cavalli a guastar l’Ungaria, ove diede a quella pro- vincia danno grandissimo sotto la cura di Mesibecco. Prese poi per moglie la figliuola di Zorzo dispota con dote grandissima, che fu tua madre, e con arme si vendicò tutto lo stato del suocero. Non mi accade ora rammemorar l’altre spedizioni bel- liche di tuo padre contra gli ungari, essendovi tu in persona stato, ove vedesti la diligenza, la vigilanza e la costanza di tuo padre, il quale se si fo,sse dato a l’ozio, tu non saresti ora si gran signore come sei. Ma dimmi un poco : pensi tu per aver acquistato l’imperio greco e tanto ampliato il tuo dominio di restar in pace e che piú che prima non ti bisogni proveder a la stabilitá del tuo dominio? Molti de’tuoi sudditi adesso ti ubidiscono e ti onorano, i quali, se una guerra gagliarda a do,sso ti venisse, piglieriano l’arme contra te. Tu deveresti pur sapere