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corpi umani quanto piú tardano ad infermarsi, tanto piú le in- fermitá che poi li sopravengono o di febre o d’altro male sono piú dannose e mortali e seco mille pericoli recano, cosi av- venne a Firenze che, quanto piú tardi ella stette a pigliar le parti e divisioni che per tutta Italia con rovina di quella erano sparse, tanto piú poi di tutte l’altre dentro vi s’involse, e le sètte seguitò, cagione del miserabile essilio e crudel morte di tante migliaia di cittadini. Ché in vero, chi ben calcolasse, io penso che tanti uomini siano stati cacciati di Firenze e tanti miseramente ammazzati, che, se fossero uniti insieme, farebbero una cittá piú maggior assai che ora essa Firenze non si trova. Ma, venendo al fatto, dico che tra l’altre famiglie de la nostra cittá nobili e potenti, due ce n’erano per ricchezze e séguito di gente potentissime e di grandissima reputazione appo il po- polo, cioè gli Uberti e i Buondelmonti, dopo li quali nel se- condo luoco fiorivano gli Amidei e li Donati, ne la qual fami- glia de li Donati si ritrovava una gentildonna vedova molto ricca, con una figliuola senza piú d’etá idonea a poter maritarsi. La madre di lei, veggendola di bellissimo aspetto ed avendola molto costumatamente allevata, e pensando a cui la dovesse ma- ritare, le occorrevano molti nobili e ricchi che le piacevano assai; nondimeno sovra tutti gli altri pareva che le aggradasse piú messer Buondelmonte de’ Buondelmonti, cavaliere molto splendido ed onorato, ricco e forte giovine, che de la Buon- delmontesca fazione era alora il capo. Disegnando adunque darla a costui, e parendole che il tempo non passasse, per esser il cavaliere e sua figliuola giovini, o fosse negligenza o che che se ne fosse cagione, andava differendo, e di questo suo disegno né parente né amico faceva consapevole. Mentre che la vedova temporeggiava, e forse credeva poter sempre esser a tempo, ecco che il caso fece che un gentiluomo degli Amidei tenne pratica con messer Buondelmonte di dargli una sua figliuola per moglie; e stringendosi la cosa ed il maneggio da l’una parte e da l’altra, la bisogna andò di modo che la fan- ciulla degli Amidei, convenutosi de la dote, si maritò in mes- ser Buondelmonte. Si divolgò questo matrimonio per esser tra