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NOVELLA LXI1 27 del corpo pudica, perciò che prima che il re la sposasse, ella, per quanto confessò al tempo de la sua morte, aveva più volte provato con che corno gli uomini cacciano il diavolo in inferno. \scesa poi a tanta grandezza che, di picciola donzella, tenuta era Per reina e(l onorata, non considerando l’alto grado al quale immeritamente si vedeva sublimata, si diede a disonesti e vietati amori. Ella disonestamente amò il proprio fratello, che il re aveva fatto gran barone, e più volte carnalmente seco si giacque. Né di tale sceleratezza contenta, s'innamorò d’un favo¬ rito del re, che si chiamava il signor Uestone, e a quello, tutte le volte che ella puoté, fece del corpo suo amorosamente copia. Ma la cosa non fini qui, si era ella disonesta ed insaziabile. Onde gittati gli occhi adosso ad un barone che tutto il di era in corte, nomato Briotone, ed uomo di molta stima, quello anco indusse a giacersi con lei. E per averne sempre qualcuno a lato, a ciò che non perdesse tempo, si domesticò di modo con ¡1 signor Nioris, che la domestichezza non si fini che insie- memente presero in letto quel piacere che tanto gli uomini da le donne ricercano. Io veggio molti di voi, signori miei, pieni d’ammirazione di quanto adesso vi narro, e vi deve forse parere ch'io vi narri fole di romanzi, o de le favole che si fin¬ gono su le mani. Ma io vi dico una vera istoria, perciò che, quando ella fu dentro il castello di Londra decapitata, io mi vi trovai e sentii leggersi il processo, essendo già ella condutta su la baltresca, e vidi anco mozzar il capo a cinque suoi adul¬ teri, dei quali quattro ne avete da me uditi. Resta che vi an¬ noveri anco il quinto, del quale molto più vi meravigliarete, e sarà ben ragione. Era in corte un Marco, di bassa condizione, che fu figliuolo d'un legnaiuolo ed aveva imparato a cantare e sonava di vari stormenti di musica, e per questo era amato dal re, e assai sovente, quando era in letto con la reina, lo faceva entrar in camera e, se ben non v’era, lasciava che Marco, essendo la reina in camera, innanzi a lei cantasse e sonasse. Sapeva Marco tutti gli amori disonesti de la reina, e v’era anco una donzella nominata Margarita, che a la reina teneva mano in questi suoi adultèri. Ora accostumava la reina, quando il re