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LA LEGGENDA DI ECCARTO 91 D’alta speranza, ciò che al volgo piace Disdegnando e schifando, a più verace E più nobile meta erse il desio, E fece voto di sacrarsi a Dio. Tal crebbe: ed ecco che nel breve giro Di poche lune l’ultimo respiro Egli raccolse della madre cara; E steso vide su cruenta bara, Ucciso in guerra, il genitor feroce. Egli pianse e pregò, ligio alla croce, Al suo voto fedel. La fronte prona Non aggravò della ducal corona; All’aureo scettro, all’ingemmato blando Non istese la man. Con novo bando Ogni suo servo, ogni più vile ancella E prosciolse e dotò: terre e castella Ed armi e vesti di regal decoro E preziosi arredi e gemme ed oro, Ogni cosa donò; poscia, rimasto Povero e solo, il dilicato e casto Corpo vestì di rozze lane, il biondo Crin di sua man recise, e detto al mondo Addio per sempre, ogni sua frode eluse, E nell’asilo del Signor si chiuse.