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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/80

74 canto


64
     Ruggier riman confuso e in pensier grande,
e non sa ritrovar capo né via
di saper chi lo sfide, e chi gli mande
a dire oltraggio e a fargli cortesia.
Che costui senza fede lo domande,
o possa domandar uomo che sia,
non sa veder né imaginare; e prima,
ch’ogn’altro sia che Bradamante, istima.

65
     Che fosse Rodomonte, era piú presto
ad aver, che fosse altri, opinïone;
e perché ancor da lui debba udir questo,
pensa, né imaginar può la cagione.
Fuor che con lui, non sa di tutto ’l resto
del mondo, con chi lite abbia e tenzone.
Intanto la donzella di Dordona
chiede battaglia, e forte il corno suona.

66
     Vien la nuova a Marsilio e ad Agramante,
ch’un cavallier di fuor chiede battaglia.
A caso Serpentin loro era avante,
et impetrò di vestir piastra e maglia,
e promesse pigliar questo arrogante.
Il popul venne sopra la muraglia;
né fanciullo restò, né restò veglio,
che non fosse a veder chi fèsse meglio.

67
     Con ricca sopravesta e bello arnese
Serpentin da la Stella in giostra venne.
Al primo scontro in terra si distese:
il destrier aver parve a fuggir penne.
Dietro gli corse la donna cortese,
e per la briglia al Saracin lo tenne,
e disse: — Monta, e fa che ’l tuo signore
mi mandi un cavallier di te migliore.