Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/377


quarantesimosesto 371


52
     S’appresentò Ruggier con l’augel d’oro
che nel campo vermiglio avea due teste,
e come disegnato era fra loro,
con le medesme insegne e sopraveste
che, come dianzi ne la pugna fòro,
eran tagliate ancor, forate e peste;
sí che tosto per quel fu conosciuto,
ch’avea con Bradamante combattuto.

53
     Con ricche vesti e regalmente ornato
Leon senz’arme a par con lui venia;
e dinanzi e di dietro e d’ogni lato
avea onorata e degna compagnia.
A Carlo s’inchinò, che giá levato
se gli era incontra; e avendo tuttavia
Ruggier per man, nel qual intente e fisse
ognuno avea le luci, cosí disse:

54
     — Questo è il buon cavalliero il qual difeso
s’è dal nascer del giorno al giorno estinto;
e poi che Bradamante o morto o preso
o fuor non l’ha de lo steccato spinto,
magnanimo signor, se bene inteso
ha il vostro bando, è certo d’aver vinto,
e d’aver lei per moglie guadagnata;
e cosí viene, acciò che gli sia data.

55
     Oltre che di ragion, per lo tenore
del bando, non v’ha altr’uom da far disegno:
se s’ha da meritarla per valore,
qual cavallier piú di costui n’è degno?
s’aver la dee chi piú le porta amore,
non è chi ’l passi o ch’arrivi al suo segno.
Et è qui presto contra a chi s’oppone,
per difender con l’arme sua ragione.