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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/30

24 canto


92
     se da Gradasso vi fosse condutto,
si come tra lor dianzi si convenne.
Ma poi che far si vide poco frutto,
dolente e a piedi in campo se ne venne.
Or torniamo a quell’altro, al quale in tutto
diverso da Rinaldo il caso avvenne.
Non per ragion, ma per suo gran destino
senti anitrire il buon destrier vicino;

93
     e lo trovò ne la spelonca cava,
da l’avuta paura anco si oppresso,
ch’uscire allo scoperto non osava:
perciò l’ha in suo potere il pagan messo.
Ben de la convenzïon si raccordava,
ch’alla fonte tornar dovea con esso;
ma non è piú disposto d’osservarla,
e cosí in mente sua tacito parla:

94
     — Abbial chi aver lo vuol con lite e guerra:
io d’averlo con pace piú disio.
Da l’uno all’altro capo de la terra
giá venni, e sol per far Baiardo mio.
Or ch’io l’ho in mano, ben vaneggia et erra
chi crede che depor lo volesse io.
Se Rinaldo lo vuol, non disconviene,
come io giá in Francia, or s’egli in India viene.

95
     Non men sicura a lui fia Sericana,
che giá due volte Francia a me sia stata. —
Cosí dicendo, per la via piú piana
ne venne in Arli, e vi trovò l’armata;
e quindi con Baiardo e Durindana
si partí sopra una galea spalmata.
Ma questo a un’altra volta; ch’or Gradasso,
Rinaldo e tutta Francia a dietro lasso.