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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/21


trentesimoterzo 15


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     Manda Lotrecco il re con nuove squadre,
non piú per fare in Lombardia l’impresa,
ma per levar de le mani empie e ladre
il capo e l’altre membra de la Chiesa;
che tarda sí, che trova al Santo Padre
non esser piú la libertá contesa.
Assedia la cittade ove sepolta
è la sirena, e tutto il regno volta.

57
     Ecco l’armata imperial si scioglie
per dar soccorso alla cittá assediata;
et ecco il Doria che la via le toglie,
e l’ha nel mar sommersa, arsa e spezzata.
Ecco Fortuna come cangia voglie,
sin qui a’ Francesi sí propizia stata;
che di febbre gli uccide, e non di lancia,
sí che di mille un non ne torna in Francia. —

58
     La sala queste et altre istorie molte,
che tutte saria lungo riferire,
in varii e bei colori avea raccolte;
ch’era ben tal che le potea capire.
Tornano a rivederle due e tre volte,
né par che se ne sappiano partire;
e rilegon piú volte quel ch’in oro
si vedea scritto sotto il bel lavoro.

59
     Le belle donne e gli altri quivi stati
mirando e ragionando insieme un pezzo,
fur dal signore a riposar menati,
ch’onorar gli osti suoi molt’era avezzo.
Giá sendo tutti gli altri addormentati,
Bradamante a corcar si va da sezzo,
e si volta or su questo or su quel fianco,
né può dormir sul destro né sul manco.