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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/20

14 canto


52
     Vedete il meglio de la nobiltade
di tutta Francia alla campagna estinto.
Vedete quante lance e quante spade
han d’ogn’intorno il re animoso cinto;
vedete che ’l destrier sotto gli cade:
né per questo si rende o chiama vinto,
ben ch’a lui solo attenda, a lui sol corra
lo stuol nimico, e non è chi ’l soccorra.

53
     Il re gagliardo si difende a piede,
e tutto de l’ostil sangue si bagna:
ma virtú al fine a troppa forza cede.
Ecco il re preso, et eccolo in Ispagna:
et a quel di Pescara dar si vede,
et a chi mai da lui non si scompagna,
a quel del Vasto, le prime corone
del campo rotto e del gran re prigione.

54
     Rotto a Pavia l’un campo, l’altro ch’era,
per dar travaglio a Napoli, in camino,
restar si vede, come, se la cera
gli manca o l’oglio, resta il lumicino.
Ecco che ’l re ne la prigione ibera
lascia i figliuoli, e torna al suo domino:
ecco fa a un tempo egli in Italia guerra;
ecco altri la fa a lui ne la sua terra.

55
     Vedete gli omicidii e le rapine
in ogni parte far Roma dolente;
e con incendi e stupri le divine
e le profane cose ire ugualmente.
Il campo de la lega le ruine
mira d’appresso, e ’l pianto e ’l grido sente;
e dove ir dovria inanzi, torna indietro,
e prender lascia il successor di Pietro.