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decimottavo 67

<poem>

128

    Mie sono líarme, e ’n mezzo de la via

che vien d’Armenia, un giorno le lasciai, perché seguire a piè mi convenia un rubator che m’avea offesa assai: e la mia insegna testimon ne fia, che qui si vede, se notizia n’hai. — E la mostrò ne la corazza impressa, ch’era in tre parti una corona fessa.

129

    — Gli è ver (rispose il re) che mi fur date,

son pochi dí, da un mercatante armeno; e se voi me l’avesse domandate, l’avreste avute, o vostre o no che sièno; ch’avenga ch’a Grifon giá l’ho donate, ho tanta fede in lui, che nondimeno, acciò a voi darle avessi anche potuto, volentieri il mio don m’avria renduto.

130 Non bisogna allegar, per farmi fede che vostre sien, che tengan vostra insegna: basti il dirmelo voi; che vi si crede più ch'a qual altro testimonio vegna. Che vostre sian vostr'arme si conciede alla virtù di maggior premio degna. Or ve l'abbiate, e più non si contenda; e Grifon maggior premio da me prenda, -

131

  Grifon che poco a cor avea quell'arme,

ma gran disio che 'l re si satisfaccia, gli disse:- Assai potete compensarme, se mi fate saper ch'io vi compiaccia,- Tra sé disse Marfisa:- Esser qui parme l'onor mio in tutto :- e con benigna faccia volle a Grifon de l'arme esser cortese;

e finalmente in don da lui le prese.