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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/60

54 canto


76
     Di quel Martano ivi ebbe ad informarse;
et udí ch’a Damasco se n’era ito
con Orrigille, ove una giostra farse
dovea solenne per reale invito.
Tanto d’andargli dietro il desir l’arse,
certo che ’l suo german l’abbia seguito,
che d’Antïochia anco quel dí si tolle;
ma giá per mar piú ritornar non volle.

77
     Verso Lidia e Larissa il camin piega:
resta piú sopra Aleppe ricca e piena.
Dio, per mostrar ch’ancor di qua non niega
mercede al bene, et al contrario pena,
Martano appresso a Mamuga una lega
ad incontrarsi in Aquilante mena.
Martano si facea con bella mostra
portare inanzi il pregio de la giostra.

78
     Pensò Aquilante al primo comparire,
che ’l vil Martano il suo fratello fosse;
che l’ingannaron l’arme, e quel vestire
candido piú che nievi ancor non mosse:
e con quell’oh! che d’allegrezza dire
si suole, incominciò; ma poi cangiosse
tosto di faccia e di parlar, ch’appresso
s’avide meglio, che non era desso.

79
     Dubitò che per fraude di colei
ch’era con lui, Grifon gli avesse ucciso;
e: — Dimmi (gli gridò) tu ch’esser dèi
un ladro e un traditor, come n’hai viso,
onde hai quest’arme avute? onde ti sei
sul buon destrier del mio fratello assiso?
Dimmi se ’l mio fratello è morto o vivo;
come de l’arme e del destrier l’hai privo.