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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/51


decimottavo 45


40
     Il re Agramante in questo mezzo in sella,
mal grado dei cristian, rimesso s’era;
e con l’inamorato d’isabella
facea battaglia perigliosa e fiera:
col re Sobrin Lurcanio si martella:
Rinaldo incontra avea tutta una schiera;
e con virtude e con fortuna molta
l’urta, l’apre, ruina e mette in volta.

41
     Essendo la battaglia in questo stato,
l’imperatore assalse il retroguardo
dal canto ove Marsilio avea fermato
il fior di Spagna intorno al suo stendardo.
Con fanti in mezzo e cavallieri allato,
re Carlo spinse il suo popul gagliardo
con tal rumor di timpani e di trombe,
che tutto ’l mondo par che ne rimbombe.

42
     Cominciavan le schiere a ritirarse
de’ Saracini, e si sarebbon volte
tutte a fuggir, spezzate, rotte e sparse,
per mai piú non potere esser raccolte;
ma ’l re Grandonio e Falsiron comparse,
che stati in maggior briga eran piú volte,
e Balugante e Serpentin feroce,
e Ferraù che lor dicea a gran voce:

43
     — Ah (dicea) valentuomini, ah compagni,
ah fratelli, tenete il luogo vostro.
I nimici faranno opra di ragni,
se non manchiamo noi del dover nostro.
Guardate l’alto onor, gli ampli guadagni
che Fortuna, vincendo, oggi ci ha mostro:
guardate la vergogna e il danno estremo,
ch’essendo vinti, a patir sempre avremo. —