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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/48

42 canto


28
     L’implacabil Discordia in compagnia
de la Superbia si messe in camino,
e ritrovò che la medesma via
facea, per gire al campo saracino,
l’afflitta e sconsolata Gelosia;
e venia seco un nano piccolino,
il qual mandava Doralice bella
al re di Sarza a dar di sé novella.

29
     Quando ella venne a Mandricardo in mano
(ch’io v’ho giá raccontato e come e dove),
tacitamente avea commesso al nano,
che ne portasse a questo re le nuove.
Ella sperò che noi saprebbe invano,
ma che far si vedria mirabil pruove,
per riaverla con crudel vendetta
da quel ladron che gli l’avea intercetta.

30
     La Gelosia quel nano avea trovato;
e la cagion del suo venir compresa,
a caminar se gli era messa allato,
parendo d’aver luogo a questa impresa.
Alla Discordia ritrovar fu grato
la Gelosia; ma piú quando ebbe intesa
la cagion del venir, che le potea
molto valere in quel che far volea.

31
     D’inimicar con Rodomonte il figlio
del re Agrican le pare aver suggetto:
troverá a sdegnar gli altri altro consiglio;
a sdegnar questi duo questo è perfetto.
Col nano se ne vien dove l’artiglio
del fier pagano avea Parigi astretto;
e capitaro a punto in su la riva,
quando il crudel del fiume a nuoto usciva.