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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/448

442 canto


80
     Nel primo sonno dentro al padiglione
dormia Agramante; e un cavallier lo desta,
dicendogli che fia fatto prigione,
se la fuga non è via piú che presta.
Guarda il re intorno, e la confusïone
vede dei suoi, che van senza far testa
chi qua chi lá fuggendo inermi e nudi,
che non han tempo di pur tor gli scudi.

81
     Tutto confuso e privo di consiglio
si facea porre indosso la corazza,
quando con Falsiron vi giunse il figlio
Grandonio e Balugante e quella razza;
e al re Agramante mostrano il periglio
di restar morto o preso in quella piazza:
e che può dir, se salva la persona,
che Fortuna gli sia propizia e buona.

82
     Cosí Marsilio e cosí il buon Sobrino,
e cosí dicon gli altri ad una voce,
ch’a sua distruzion tanto è vicino,
quanto a Rinaldo il qual ne vien veloce;
che s’aspetta che giunga il paladino
con tanta gente, e un uom tanto feroce,
render certo si può ch’egli e i suo’ amici
rimarran morti, o in man degli nimici.

83
     Ma ridur si può in Arli o sia in Narbona
con quella poca gente c’ha d’intorno;
che l’una e l’altra terra è forte e buona
da mantener la guerra piú d’un giorno:
e quando salva sia la sua persona,
si potrá vendicar di questo scorno,
rifacendo l’esercito in un tratto,
onde al fin Carlo ne sará disfatto.