Apri il menu principale

Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/442

436 canto


56
     Settecento con lui tenea Rinaldo
in Montalbano e intorno a quelle ville,
usati a portar l’arme al freddo e al caldo,
non giá piú rei dei Mirmidon d’Achille.
Ciascun d essi al bisogno era sí saldo,
che cento insieme non fuggian per mille;
e se ne potean molti sceglier fuori,
che d’alcun dei famosi eran migliori.

57
     E se Rinaldo ben non era molto
ricco né di cittá né di tesoro,
facea sí con parole e con buon volto,
e ciò ch’avea partendo ognor con loro,
ch’un di quel numer mai non gli fu tolto
per offerire altrui piú somma d’oro.
Questi da Montalban mai non rimuove,
se non lo stringe un gran bisogno altrove.

58
     Et or, perch’abbia il Magno Carlo aiuto,
lasciò con poca guardia il suo castello.
Tra gli African questo drappel venuto,
questo drappel del cui valor favello,
ne fece quel che del gregge lanuto
sul falanteo Galeso il lupo fello,
o quel che soglia del barbato, appresso
il barbaro Cinifio, il leon spesso.

59
     Carlo, ch’aviso da Rinaldo avuto
avea che presso era a Parigi giunto,
e che la notte il campo sproveduto
volea assalir, stato era in arme e in punto:
e quando bisognò, venne in aiuto
coi paladini; e ai paladini aggiunto
avea il figliol del ricco Monodante,
di Fiordiligi il fido e saggio amante,