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ventesimosesto 305


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     Quivi giunto Ruggier, Frontin conobbe,
e conobbe per lui chi adesso gli era;
e su la lancia fe’ le spalle gobbe,
e sfidò l’African con voce altiera.
Rodomonte quel dí fe’ piú che Iobbe,
poi che domò la sua superbia fiera;
e ricusò la pugna ch’avea usanza
di sempre egli cercar con ogni instanza.

93
     Il primo giorno e l’ultimo, che pugna
mai ricusasse il re d’Algier, fu questo;
ma tanto il desiderio che si giugna
in soccorso al suo re gli pare onesto,
che se credesse aver Ruggier ne l’ugna
piú che mai lepre il pardo isnello e presto,
non se vorria fermar tanto con lui,
che fèsse un colpo de la spada o dui.

94
     Aggiungi che sapea ch’era Ruggiero
che seco per Frontin facea battaglia,
tanto famoso, ch’altro cavalliero
non è ch’a par di lui di gloria saglia,
l’uom che bramato ha di saper per vero
esperimento quanto in arme vaglia;
e pur non vuol seco accettar l’impresa:
tanto l’assedio del suo re gli pesa.

95
     Trecento miglia sarebbe ito e mille,
se ciò non fosse, a comperar tal lite;
ma se l’avesse oggi sfidato Achille,
piú fatto non avria di quel ch’udite:
tanto a quel punto sotto le faville
le fiamme avea del suo furor sopite.
Narra a Ruggier perché pugna rifiuti;
et anco il priega che l’impresa aiuti: