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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/251


canto duodecimo 245


4
     L’ha cercata per Francia: or s’apparecchia
per Italia cercarla e per Lamagna,
per la nuova Castiglia e per la vecchia,
e poi passare in Libia il mar di Spagna.
Mentre pensa cosí, sente all’orecchia
una voce venir, che par che piagna:
si spinge inanzi; e sopra un gran destriero
trottar si vede inanzi un cavalliero,

5
     che porta in braccio e su l’arcion davante
per forza una mestissima donzella.
Piange ella e si dibatte e fa sembiante
di gran dolore, et in soccorso appella
il valoroso principe d’Anglante;
che come mira alla giovane bella,
gli par colei, per cui la notte e il giorno
cercato Francia avea dentro e d’intorno.

6
     Non dico ch’ella fosse, ma parea
Angelica gentil ch’egli tant’ama.
Egli, che la sua donna e la sua dea
vede portar sí addolorata e grama,
spinto da l’ira e da la furia rea,
con voce orrenda il cavallier richiama;
richiama il cavalliero e gli minaccia,
e Brigliadoro a tutta briglia caccia.

7
     Non resta quel fellon, né gli risponde,
all’alta preda, al gran guadagno intento,
e sí ratto ne va per quelle fronde,
che saria tardo a seguitarlo il vento.
L’un fugge, e l’altro caccia; e le profonde
selve s’odon sonar d’alto lamento.
Correndo usciro in un gran prato; e quello
avea nel mezzo un grande e ricco ostello.