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ed uscivano, tutti mezzo brilli dopo l’allegra cena; e lui stesso non le dava retta; piuttosto sbadigliava a lungo, per le confidenze di lei, e nello spogliarsi chiudeva gli occhi e barcollava, quasi dovesse, una volta uscito dall’impalcatura del suo vestito guerriero, cadere a terra addormentato.

— Neppure se, invece di aver fatto l’attendente lavascodelle al tuo capitano, fossi tornato dalle trincee, dopo lunghe battaglie. — disse Bardo.

Ma Pietro non sopportava atteggiamenti ironici. Si sollevò terribile, sebbene in camicia, con una scarpa in mano:

— Se non la smetti, Smortìn, ti faccio colorire il viso con quest’arma qui. La vedi?

Scherzava, senza dubbio: ad ogni buon fine Bardo si allontanò di qualche passo, poichè la scarpa era quella mastodontica dei militari. Tuttavia, uscita finalmente di camera quella noiosa della madre, il fratello giovane sedette accanto al canapè dove Pietro si era beatamente steso fra le lenzuola e le coperte via via animate dal suo calore, e cominciò a sua volta a confidarsi.

Egli parlava poco, in famiglia, perchè sapeva di essere incompreso. Solo con Baldo, che era sensuale ma innocente come il cane ed il gatto, a volte si confidava: