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so, egli raggiunse la fidanzata nella saletta dove ella dava un ultimo tocco alla tavola apparecchiata, e le disse quasi tragico:

— Spero bene che tu non ti metterai accanto a quel maialone.

Bellina sollevò gli occhi, stupita e contenta per la gelosia di lui, poi fuggì via ancora agitando una salvietta.

— Ma io a tavola non mi ci metto neppure.

I posti, infatti, erano solo per gli uomini ed i bambini: ed uno in più per qualche ospite improvviso.


Annalena si faceva violenza, non osando neppure confessare a sè stessa che sperava nell’arrivo di Urbano; anzi s’illudeva di credere nel suo desiderio ch’egli non venisse: eppure, quando sentì il cane abbaiare, correndo verso il portone, con quel suo modo speciale di salutare gli amici di casa, anche lei si affacciò turbata alla porta. Ma il viso le si illuminò di un riso muto, ironico e quasi cattivo, quando l’ombra di Pinon, col suo bastone da pellegrino, si di-