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deva, e ne rimase disillusa: quel prete lungo e tutto ossa, col viso scavato, con gli occhi pallidi sotto la fronte alta a picco come una roccia, senza labbra e senza capelli, era dunque il famoso prevosto che faceva miracoli? Egli passò davanti a lei senza vederla, rapido, con un fruscio d’ali, e neppure si accorse della Gina che lo guardava turbata, coi bambini nascosti fra le gonne a spiare il passaggio dello straordinario personaggio: salì l’erta scala tirandosi in su la sottana, e quasi fosse già pratico della casa andò difilato al letto del vecchio.

Il vecchio non parlava; aveva però ripreso un po’ di coscienza, e alla vista del prete l’anima gli si ravvivò in fondo alle pupille; aspettava l’estrema inquisizione ed il viatico della parola dell’uomo di Dio.

Tanta luce di lealtà e di speranza si raccoglieva nei suoi occhi, come il chiarore del crepuscolo d’una serena giornata si raccoglie all’occidente dopo il tramonto del sole, che il prete gli diede senz’altro l’assoluzione; poi gli domandò sottovoce se desiderava gli altri sacramenti.

— Sì? Allora vado e vengo; intanto state tranquillo, poichè il regno di Dio è già venuto per voi.

I nipoti si meravigliarono di vederlo usci-