Pagina:Annalena Bilsini.djvu/243


— 233 —

chè non gli piace, perchè la vecchia Mantovani è avara e lo costringerebbe anche lei a lavorare come un servo, mentre lui intende di godersi la gioventù e la vita.

E, dunque, concluse col dire che aveva un progetto per la testa; fare la corte alla Lia Giannini, sedurla, o nasconderla in qualche posto, onde costringere il padre a lasciargliela sposare. E tutto questo per interesse, per fare una vita conforme ai gusti suoi che noi conosciamo. Ora, il più grave è che mercoledì, nel pomeriggio, fra le cinque e le sei, quando Lia è scomparsa, Pietro era là. Non vi pare strano tutto questo?

— È strano, sì.

Le parole del vecchio furono aspre, dure. Egli si strinse la barba con la mano sana, tirandosela, come uno che nel momento del pericolo si afferra ad un sostegno. Le sue sopracciglia bianche parvero arruffarsi, un’espressione di sgomento gli scompose il viso; poi d’un tratto si rasserenò e si scosse: l’istinto gli diceva che Pietro, suo nipote, Pietro che egli aveva condotto per mano, bambino, in chiesa e pei campi guardati da Dio, non poteva aver commesso il misfatto di cui lo si accusava.

— Pietro non è cattivo, in fondo: è turbo-