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Bellina, lutto gli procurava un piacere sensuale.

Il terzo giorno dopo Natale, il vecchio cominciò a starnutire e tossire; gli dolevano tutte le giunture, anche quelle della parte paralizzata: e fu parere universale di mandarlo a letto. Allora Pietro, accorgendosi che lo zio nicchiava e lo guardava brutto, quasi fosse lui la causa del suo raffreddore, lo prese per il braccio e lo costrinse ad alzarsi.

— Andiamo, zio, vi terrò compagnia io: vi leggerò un libro che vi farà ridere a crepapelle.

Così lo accompagnò su, nella camera dove la finestra, in parte ostruita dalla neve, sembrava una lapide rosicchiata dal tempo: una tristezza mortale vi regnava; e per la prima volta in vita sua Pietro pensò con terrore che tutti si diventa vecchi, malati, e che si deve morire.

Per sollevarsi da questa melanconica idea, accese il fuoco nel camino della stanza e cominciò a leggere uno di quei romanzi a puntate che arrivano anche nelle case dei contadini: non era da ridere, però, come egli aveva promesso al vecchio; anzi era un racconto tragico, di amore e di morte.

Una grande dama maritata, presa da folle