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Se una tale sensatissima riforma potesse aver luogo o no in un linguaggio già fatto e a cui tanti libri hanno come posto il suggello, è assai malagevole cosa il decidere, quantunque l’autorità d’un uomo quale è il Fenelono, debba far credere che sì. Ma questo ben si può dire francamente, che ogni buon francese avria dovuto desiderare che avesse luogo. Un più bel campo si sarebbe aperto a’ loro scrittori, non più avrebbono dovuto stillarsi il cervello per la ristrettezza delle parole, e la loro lingua non avrebbe ceduto per la abbondanza e maneggevolezza alla italiana, non per la maestà alla spagnuola, né alla inglese per la energia. Più armoniosa e più varia, capace di atteggiarsi a seconda dei movimenti dell’animo, musicale e pittoresca, sarebbe meno sorda a rispondere all’ingegno de’ Francesi, e suonerebbe più grata all’orecchio de’ forestieri.