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74 filippo

spesso indistinti e l’innocente e il reo...

Filippo Ma, dubitar di quanto il re ti afferma
puoi tu? Chi piú di me non reo lo brama?
Deh! pur mentisser le inaudite accuse!
Isab. Giá convinto l’hai dunque?...
Filippo  Ah! chi ’l potrebbe
convincer mai? Fero, superbo, ei sdegna,
non che ragioni, anco pretesti opporre
a chiare prove. A lui parlar non volli
di questo suo novello tradimento,
se pria temprato alquanto in cor lo sdegno
dal bollor primo io non avea: ma fredda
ragion di stato, perché taccia l’ira,
in me non tace... Oh ciel! ma voce anch’odo
di padre in me...
Isab.  Deh! tu l’ascolta: è voce,
cui nulla agguaglia. Ei forse è assai men reo;...
anzi impossibil par, che in questo il sia:
ma, qual ch’ei sia, lo ascolta oggi tu stesso:
intercessor farsi pel figlio al padre,
chi piú del figlio il può? Se altero egli era
talor con gente al ver non sempre amica,
teco ei per certo altier non fia: tu schiudi
a lui l’orecchio, e il cor disserra ai dolci
paterni affetti. A te non mai tu il chiami,
e non mai gli favelli. Ei, pieno sempre
di mista tema, a te si appressa; e in duro
fatal silenzio il diffidar si accresce,
e l’amor scema. La virtú sua prima
ridesta in lui, se pure è in lui sopita;
ch’esser non puote, in chi t’è figlio, estinta:
né altrui fidar le paterne tue cure.
Di padre a lui mostra l’aspetto, e agli altri
serba di re la maestá severa.
Che non si ottien con generosi modi
da generoso core? Ei d’alcun fallo