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LETTERA DI RANIERI CALZABIGI 21


puro ritrovato, non basta a mio credere, che Perez ne dimostri la falsitá: dovuto avrebbe Carlo con orrore, con esecrazione dilucidarlo, smentirlo egli stesso, quando Filippo glielo rinfaccia, e non rivolgersi a estranei rimproveri. La palese sua innocenza servito avrebbe a render piú orribile il carattere dell’accusatore e falsario padre.

Per quanto osservo nel Polinice, ella è maestro nel trattar le tragedie senza amori. Difficile impresa, e sopra tutto per i nostri moderni poeti, ai quali se questa affluente materia venga interdetta, si trovano esausto subito il tesoretto che si son fatto, d’arzigogoli fanciulleschi. L’azione del Polinice è una delle piú tragiche dell’antichitá: non v’è chi meglio di lei l’abbia maneggiata. Sono veri i caratteri: migliore è alquanto di quello di Eteocle, il carattere di Polinice; tale doveva essere, perché Eteocle, col mancare ai patti solenni, è la prima cagione dell’odio e della guerra fraterna. Giocasta, e Antigone, sono quelle appunto che ci ha ritratte la storia. Creonte intreccia l’azione col suo carattere ambizioso e falso; accende i suoi nipoti alle gare, agli sdegni; trama insidie e tradimenti; disegna disfarsi de’ due principi, ed occupare il trono. La scena del giuramento è bellissima; né sono meno belle le scene fra la madre e i figli. Il piano è semplice, e corre rapidamente allo scioglimento; è terribile questo, e sugli occhi degli spettatori.

Parrà forse a taluno non troppo decisiva la mira per cui Creonte infiamma alternamente all’ira i due furiosi nipoti. Può egli verisimilmente sperare la morte contemporanea d’ambedue, per impadronirsi egli medesimo del disputato scettro? Sembrano dunque troppo frivole le lusinghe di regno in lui supposte, per determinarlo a spiegare un carattere tanto reo, a meditare tante scelleratezze. Ma appunto perché egli è cosi iniquo, se gli può attribuire il disegno di uccidere a tradimento il superstite de’ fratelli, e di contrastar poi colla guerra la successione alla corona del figlio giá nato a Polinice, che ne sarebbe il legittimo erede in ogni caso. Antigone giá intender ci lascia che le mire di Creonte sono dirette ad usurpare il trono: vorrei però che egli stesso ce le accennasse in poche parole.

Trovo ancora, che il motivo addotto da Eteocle per lasciarsi fuggir di mano il fratello, permettendogli tornar libero al suo campo, quando, come assicura, potrebbe farlo facilmente a tradimento uccidere, trovandosi nella sua reggia in poter suo; trovo, dico, che questo motivo non parrá sufficientemente fondato per