Pagina:Alfieri, Vittorio – Tragedie, Vol. I, 1946 – BEIC 1727075.djvu/152

146 polinice

Polin.  Chi primo il rompe?

Gioc. Ti assolve il ciel d’ogni tua fe, se rotta
può risparmiar sangue, e delitti.
Polin.  E il sangue
di un traditor perché risparmiar dessi?
Si versi pur, ma in campo: usi gl’inganni
lo ingannator, che ben gli sta: brev’ora
gli avanza a tesser frodi.
Antig.  O fratel mio,
mi amavi un dí; ma, se per me non vale,
per la consorte tua, piú di noi tutti
da te amata, ten prego; e pel tuo dolce
fanciul, cui nomi lagrimando; ah! frena
l’empia vendetta, io ti scongiuro: il trono
lasciargli vuoi di sangue e di delitti
contaminato? ah! non puoi sangue in Tebe
versar, che tuo non sia.
Gioc.  Sovra il tuo capo
ricade in Tebe ogni vendetta: arretra
dal precipizio, a cui sovrasti, il passo;
n’hai tempo ancor: se insidiato sei
dal fratel, (ch’io nol credo) ogni sua trama,
che a me sveli, tu rompi; e cosí togli
il mezzo a te d’ogni vendetta. O figlio,
qual sia il delitto, nel fraterno sangue
mai non si ammenda.
Polin.  E di costui fratello
perché mi festi?
Gioc.  E perché assai piú iniquo
esser di lui vuoi tu?
Polin.  Madre, mi squarci
il core... Udir tu vuoi?... Fors’è menzogna...
Fors’anco è doppio tradimento;... forse...
Chi creder qui?... Vi lascio. — Addio.
Gioc.  T’arresta.
Antig. Ecco Creonte.