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In queste solitudini profonde,
In queste sacre celle, ove in Ciel fisa
Contemplazion dimora, e, sempre assorta
Nel meditar, Melanconia sol regna,
5Ond’è il tumulto, che le vene occùpa
D’una Vestal? Perchè fuor del confine
Di quest’ultimo asil vola il pensiero?
Perchè la fiamma antica in sen rinasce?
Sì, troppo è ver, amo tuttor. Vergate
10D’Abelardo per man fur queste note,
E ancor baciarne può Eloisa il nome.
     Nome caro e fatal! Rimanti ascoso,
Nè le labbra varcar, cui feo suggello
Sacro silenzio. E tu, mio cor, lo ascondi
15Sotto il secreto vel, dove commista